Vincent Van Gogh (1853-1890), fu un grande pittore olandese. La sua fu una breve vita, tormentata da profonde angosce ed ansie esistenziali, che lo portarono in breve tempo al suicidio. Mostrò da subito un grande interessamento per la pittura. Durante il periodo vissuto in Olanda, iniziò a creare i suoi primi disegni e le prime opere su tela, ne è un esempio il quadro I mangiatori di patate del 1885.

La sua era una tecnica improntata su tonalità di colori scuri e cupi, una pittura “povera” che ritraeva momenti e immagini di vita quotidiana di poveri minatori e tessitori. Terminati gli studi si trasferisce a Parigi con il fratello, Theo, una figura molto importante nella sua vita, che gli è stata vicino sia fisicamente che economicamente. A Parigi viene travolto dalla grande pittura degli impressionisti e dal suo vortice di colori, che svilupparono in lui nuove idee e grandi stimoli.

La nuova tecnica di Van Gogh

Con il soggiorno a Parigi, acquisì una maggiore sensibilità per i colori e la loro stesura, modificando il proprio stile. Si distaccò dal raccontare momenti di vita quotidiana e dall’usare colori cupi e scuri, per abbracciare contenuti più naturalistici e ricchi di colori. Anche la stesura subì un rinnovamento passando ad una tecnica di pittura “ondulata” donando ai dipinti quel senso di reale movimento, caratteristico del suo stile. Rimase per altri due anni a Parigi, fino al 1888, anno in cui si trasferì ad Arles, nel sud della Francia, e che sancì l’inizio del suo periodo artistico più produttivo.

Nella primavera del 1888 cominciò a dipingere i primi paesaggi in fiore della Provenza, campi di grano, spazi aperti, da solo, nella sua piccola dimora presa in affitto.

Con questa piccola dimora, la “Casa Gialla”, Van Gogh intendeva creare una grande comunità di artisti. Proprio in questo periodo entrò in contatto con Paul Gauguin ed insieme iniziarono un periodo artistico molto intenso e produttivo, che si interruppe, qualche anno dopo, solo per la partenza dello stesso Gauguin. Questa decisione di distaccamento, provocò in Van Gogh una profonda crisi, che lo gettarono in depressione, tanto che arrivò a tagliarsi il lobo di un orecchio. Nonostante gli alti e i bassi, continua a lavorare sporadicamente nella sua dimora, ma la profonda depressione esistenziale e l’oscillare tra lucidità e fissazione, indussero il fratello Theo, a farlo ricoverare all’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. La salute mentale di Vincent continuava a peggiorare nel corso dell’anno, mentre i suoi dipinti cominciarono a ricevere i primi riconoscimenti dalla critica artistica. Le sue opere, una alla volta, iniziarono ad essere esposte nelle varie mostre organizzate, ma non seguite direttamente da Van Gogh. Nel periodo di permanenza in ospedale realizza una delle opere, secondo il mio gusto, più belle, la Notte stellata sul Rodano.

Un opera nata dopo che Van Gogh rimase sveglio per tre notti ad osservare la campagna che vedeva dalla finestra della sua stanza d’ospedale. Rimasto affascinato dal bagliore di Venere, che appare nel dipinto, come una stella più grande delle altre. Il dipinto tuttavia non raffigura fedelmente il paesaggio che vedeva, ma rappresenta una visione immaginaria ricca di ricordi del passato e del periodo vissuto in Olanda. Raffigura un calmo paesino, con i cipressi che fanno da scenario e dividono la terra dal cielo. Un profondo dualismo è presente nel dipinto, caratterizzato da una calma tranquillità della terra assopita nel buio e nel sonno, contrapposta al cielo notturno pulsante di energia e di vitalità, ricco di colore e di luce vibrante rappresentata dalle stelle e da Venere.
Altra opera, considerata l’ultima prima della sua morte, e che rispecchia lo stato d’animo che stava vivendo Vincent è, il Campo di grano con volo di corvi del 1890.

Il dipinto raffigura un’atmosfera cupa, siamo letteralmente travolti dal colore e dalla sua stesura. Il campo di grano sembra in movimento e che prenda vita, come se fosse un mare in tempesta. Angoscia e rabbia sono i protagonisti del dipinto, sconvolgendo l’immagine e causando nell’osservatore un senso di agitazione mentale. I corvi neri che volano bassi sul campo, simboleggiano cattivi e oscuri presagi, un brutto tempo in arrivo all’orizzonte nel dipinto e interiormente uno stato d’animo devastato, infine i tre sentieri uno centrale e due ai lati, dove quello centrale raffigura un viottolo senza via d’uscita, probabilmente rappresenta l’impossibilità stessa di Van Gogh di uscire da questa angoscia esistenziale, che lo portò qualche giorno dopo al suicidio nel luglio del 1890.
L’attività artistica di Van Gogh fu breve, ma intensa. I suoi quadri più famosi furono realizzati in breve tempo, tuttavia, in vita non ebbe grandi riconoscimenti, solo dopo la morte, iniziò a venir fuori il suo nome, fino a diventare uno degli artisti più famosi di tutti i tempi.

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